Maria Grazia Tata

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Slide c’è un momento in cui non sono dentro e non sono fuori, divento quello che tocco Slide “C’è un momento in cui non sono dentro e non sono fuori, divento quello che tocco”

È così che si racconta questa artista poliedrica di cui si coglie immediatamente l’animo sensibile e mai fermo. Maria Grazia Tata utilizza materiali diversi: d’inciampo, frutti della natura, scarti dell’uomo, dai quali si lascia comandare in una creatività istintiva, in simbiosi con il materiale che diventa suo. Ne esplora le potenzialità e, toccandolo e manomettendolo, lo trasforma nel rispetto delle caratteristiche, in uno scambio di sensazioni che, inconsapevolmente, la liberano dalle sovrastrutture, in un gioco libero.
Ogni azione dell’artista è frutto di meditazione, studio profondo e osservazione attenta del particolare. Un’emozione filosofica che esprime la ricerca dell’anima e del pensiero in un continuo dialogo con la natura, con la società attuale e con l’infinito.
Tutto è collegato. Un fil rouge che la segue facendola spaziare dall’essere architetto alla Fiber Art: abiti quadro, installazioni, “arazzi” e, da quando si è trasferita in campagna, ad artista profondamente influenzata dalla natura e dal passaggio delle stagioni.
Un filo che unisce tutto in un ponte tra natura, anima, pensiero e chissà cosa.
Ciò che si percepisce nella sua opera è il perfetto equilibrio della tensione dei fili che avvolgono gli oggetti senza uno stress fisico, in uno stato di quiete. Non c’è costrizione, anche i grovigli di nodi intorno ai libri di Ex Libri non trasmettono un rigido imbrigliamento e chiusura ma lasciano intravedere ancora un’ideale possibilità di sfogliarne le pagine.
Così come nelle Finestre di notte, le cuciture di tele sovrapposte lasciano la sensazione di aperture al mondo nascosto dietro di esse. Anche nell’utilizzare una foglia secca negli Ex Voto, l’artista asseconda la natura passando un filo in un foro già esistente creato da un insetto, in un atto di ringraziamento reciproco. In fondo nessuno è veramente artefice ma è già tutto fatto, basta osservare.

Luciana Tozzi Direttore restauratore conservatore fino a marzo 2023,
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma;
membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pino Pascoli,
Museo di Arte Contemporanea, Polignano a Mare (BA).
giugno 2022

Slide c’è un momento in cui non sono dentro e non sono fuori, divento quello che tocco Slide “C’è un momento in cui non sono dentro e non sono fuori, divento quello che tocco”

È così che si racconta questa artista poliedrica di cui si coglie immediatamente l’animo sensibile e mai fermo. Maria Grazia Tata utilizza materiali diversi: d’inciampo, frutti della natura, scarti dell’uomo, dai quali si lascia comandare in una creatività istintiva, in simbiosi con il materiale che diventa suo.
Ne esplora le potenzialità e, toccandolo e manomettendolo, lo trasforma nel rispetto delle caratteristiche, in uno scambio di sensazioni che, inconsapevolmente, la liberano dalle sovrastrutture, in un gioco libero.
Ogni azione dell’artista è frutto di meditazione, studio profondo e osservazione attenta del particolare. Un’emozione filosofica che esprime la ricerca dell’anima e del pensiero in un continuo dialogo con la natura, con la società attuale e con l’infinito. Tutto è collegato.
Un fil rouge che la segue facendola spaziare dall’essere architetto alla Fiber Art: abiti quadro, installazioni, “arazzi” e, da quando si è trasferita in campagna, ad artista profondamente influenzata dalla natura e dal passaggio delle stagioni.
Un filo che unisce tutto in un ponte tra natura, anima, pensiero e chissà cosa.
Ciò che si percepisce nella sua opera è il perfetto equilibrio della tensione dei fili che avvolgono gli oggetti senza uno stress fisico, in uno stato di quiete. Non c’è costrizione, anche i grovigli di nodi intorno ai libri di Ex Libri non trasmettono un rigido imbrigliamento e chiusura ma lasciano intravedere ancora un’ideale possibilità di sfogliarne le pagine.
Così come nelle Finestre di notte, le cuciture di tele sovrapposte lasciano la sensazione di aperture al mondo nascosto dietro di esse. Anche nell’utilizzare una foglia secca negli Ex Voto, l’artista asseconda la natura passando un filo in un foro già esistente creato da un insetto, in un atto di ringraziamento reciproco. In fondo nessuno è veramente artefice ma è già tutto fatto, basta osservare.

Luciana Tozzi Direttore restauratore conservatore fino a marzo 2023,
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma;
membro del Comitato Scientifico della Fondazione Pino Pascoli,
Museo di Arte Contemporanea, Polignano a Mare (BA).
giugno 2022

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